Trasmissione Giochi senza frontiere

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Nel 1965 Charles de Gaulle che voleva rafforzare l'unione dell'Europa, anche attraverso un gioco internazionale; nello stesso anno nasce, grazie a Guy Lux, il programma "Intervilles" (direttamente ispirato dalla trasmissione italiana Campanile Sera, tra i cui presentatori figura anche Enzo Tortora, che ritroveremo nella prima edizione italiana di Giochi senza frontiere) dove le cittadine francesi si sfidavano nelle piazza. A questo progetto aderirono anche Germania, Belgio e Italia; si assisteva alla nascita di Jeux sans frontières.


Ogni nazione portava una squadra composta di 8 elementi (4 uomini e 4 donne), un allenatore ed un capitano (che non prendevano parte ai giochi). Tutte le manches della puntata seguivano un tema e si susseguivano fino a raggiungere l'obiettivo finale. A queste prove si aggiungeva il fil rouge, una gara che vedeva scendere in campo una nazione per volta, e il jolly che permeteva alle squadre di raddoppiare il punteggio ottenuto. I membri della squadra che dovevano partecipare alle gare non erano scelti secondo le proprie abilità, ma volta per volta tramite sorteggio. La squadra prima in classifica accedeva alla finale.


Giochi senza frontiere chiude il battenti nel 2001, quando le sei emittenti tv dei sei paesi che avrebbero dovuto partecipare all'edizione del 2001, si sono ritirate dalla competizione per i costi troppo alti da sostenere e per gli indici d'ascolto non soddisfacenti. A nulla sono valse (fino ad oggi) le richieste dei piu' nostalgici fatte pervenire alla Rai per la ripresa di uno dei programmi piu' longevi della storia della tv.


Tra i presentatori italiani che abbiamo visto alla testa di JSF, figurano Claudio Lippi, Maria Teresa Ruta e Mauro Serio. Ma solo due sono i volti immediatamente riconducibili a Giochi senza frontiere:


il presentatore Ettore Andenna


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e l'arbitro storico Denis Pettiaux


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come dimenticare il suo "Trois..deux..un..fiuuuuuuu!"


I primi trenta secondi della sigla


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